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I monasteri verso cui si indirizzavano le aspiranti erano localizzati in Torino e
nei dintorni. All’interno della città l’interesse era rivolto verso i monasteri di
Santa Pelagia, di Santa Maria Maddalena e della Visitazione, mentre nei din-
torni si orientavano ai monasteri di Carignano
206
,
dell’Annunciata di Panca-
lieri, di Santa Chiara a Bra e della Visitazione di Aosta. È interessante notare
che, almeno per quanto riguarda quelli torinesi, si tratta di monasteri di mi-
nore prestigio. Nei primi due casi sono infatti ex case per convertite, mentre il
terzo è un ordine, quello delle Visitandine, considerato di
status
inferiore poi-
ché non tenuto al rispetto della regola della clausura, che dal concilio triden-
tino in avanti rappresentò un elemento di differenziazione in questo senso.
Debolissime sono invece le informazioni relative alle destinazioni delle
donne rinchiuse nelle Forzate. L’indicazione dell’uscita non è mai accompa-
gnata da informazioni sul loro futuro. Solo per Margherita Zamparolli abbia-
mo notizia che il sovrano approvò la domanda di rilascio a condizione che la
donna fosse condotta innanzi a lui e ammonita seriamente sulla sregolatezza
della condotta tenuta prima dell’internamento. Le fu intimato inoltre di tor-
nare ad Alessandria a convivere con i parenti e astenersi dal frequentare sia
direttamente che indirettamente il signor Cagliani. Il sovrano diede inoltre
disposizione di mettere al corrente di tutto il Real Consiglio di giustizia di
Alessandria, affinché vigilasse sulla condotta della donna e ordinasse al si-
gnor Cagliani di «dover senz’altro astenersi dal frequentare, e praticare la
medesima, sotto pena di venire in difetto carcerato»
207
.
Possiamo dire, un ri-
torno a casa in libertà vigilata.
3.
Gli sposi
Fin dalle origini la scelta del marito non rientrò nei compiti delle opere
e, almeno per il periodo più tardo, essa fu piuttosto determinata dall’influenza
pensione pagata dall’Ufficio pio, che vi restò per 11 anni, dal 1706 al 1717; quello di Giovanna
Vittoria Teresa Maria Dogliotti, che usufruì per 18 anni, dal 1774 al 1792, di una piazza Crosa
(
ASSP,I,
Socc.
,
Ordinati
,251,
ordinatidel17dicembre1690,8ottobre1774e4marzo1792;
CSP
,
Bilanci
, 32,
conti del Soccorso, dal 1701 al 1707;
ibid
., 33,
conti del Soccorso, dal 1714 al 1719).
206
A Carignano erano operativi due monasteri di monache clarisse: l’uno, di Santa Chia-
ra, sorto nel XIII secolo e trasformato poi in opificio della ditta Bona negli ultimi decenni
dell’Ottocento; l’altro, di San Giuseppe, sorto intorno alla metà del Seicento come filiazione
del monastero di Santa Chiara. Tuttavia, la documentazione non specifica in quale dei due
monasteri di Carignano fossero accolte le giovani professe del Soccorso e del Deposito.
207
ASCT,
Vicariato
,
Registro
, 23.