102
vantare l’indiscutibile credenziale di essere il cerusico di Madama Reale
151
.
Cogliamo i segni di un interessamento molto sentito anche nelle attenzioni
che il fideiussore di Rosa Teresa Bianchi, entrata come pensionaria nel 1684,
riversò nelle disposizioni relative al futuro della giovane. Egli diede in custo-
dia all’opera la somma di lire 500 da sborsarsi con i relativi interessi al mo-
mento del matrimonio, che gli ufficiali erano pregati «di trattare e far effettua-
re con persona conveniente». Il fideiussore stabiliva poi che se per qualunque
accidente non avesse più potuto pagare la pensione, la Compagnia avreb-
be dovuto usare la somma donata per il matrimonio come pagamento della
pensione, finché «si trovi un impiego per collocarla, ove possa guadagnarsi il
vivere decentemente». In caso invece di matrimonio la somma sarebbe di-
ventata patrimonio della giovane e usata a suo arbitrio, ma qualora essa fosse
morta prima del matrimonio detta somma doveva tornare al fideiussore
152
.
Tuttavia, anche quando il fideiussore è esterno alla famiglia della ricove-
rata – cosa che avviene nella maggior parte dei casi – il compito fu assunto da
notabili della città, personalità di riguardo e di prestigio sociale ed economico,
e la fideiussione divenne linfa vitale per le relazioni di
patronage
.
Non si trat-
tava infatti di relazioni stabilite d’ufficio e nate al momento dell’ammissione,
ma frutto di legami preesistenti. Di fatto la fideiussione si trasformò in una
raccomandazione per essere ammesse.
Fra l’ultimo ventennio del Seicento e la prima metà del Settecento l’im-
pegno fu assunto soprattutto da esponenti della più elevata nobiltà di corte:
dal marchese Pallavicino ad esempio, gentiluomo di camera e presidente della
Camera dei Conti, che si impegnò a mantenereAnna Maria Bernardi, entrata
nel 1686 in una piazza di seconda regola. Tra gli esponenti di questo gruppo
spicca la presenza di diverse donne, tra di esse la marchesa Maria Margherita
Provana Tana d’Entracque
153
,
che nel 1684 garantì per Petronilla Apendina, e
la contessa di Verrua
154
,
che intervenne nel 1688 per Maria Ferlin
155
.
La stessa
marchesa d'Entracque, legata a importanti personaggi della corte, si impegnò
151
ASSP, I,
Socc.
,
Ordinati
, 251,
ordinati del 21 settembre 1697 e dell’8 maggio 1699.
152
ASSP, I,
CSP
,
Bilanci
, 32,
conto del Soccorso del 1684;
Socc.
,
Ordinati
, 251,
ordinati del
14
luglio 1686 e del 26 dicembre 1688.
153
Figlia del marchese Ludovico Provana di Beinette e di Avigliana e moglie di Carlo
Giambattista Giuseppe Tana, marchese d’Entracque, che fu ambasciatore a Madrid, era fi-
glioccia dell’Infanta Margherita di Spagna.
154
Identificabile con Gabriella Caterina di Mesmes de Marolles, marchesa di Caluso e
dama d’onore della duchessa Giovanna Battista.
155
ASSP, I,
Socc.
,
Ordinati
, 251,
ordinato del 14 marzo 1688;AST, s.r.,
Insinuazione di Tori-
no
,
testamento del 2 ottobre 1724.