Fonti d’archivio e memorie.
Per la ricostruzione delle origini e del cammino della Com-
pagnia Tesauro, «peritissimo ritrovatore de’ preziosi depositi
delle antiche erudizioni, delle quali apena vi restava memoria»,
si basa sull’analisi diretta dei documenti e su memorie mano-
scritte, proponendone ampie citazioni o addirittura la riprodu-
zione integrale nella
Parte seconda.
Preziose sono le notizie da lui attinte in alcuni documenti
della Compagnia oggi non più reperibili, come i nomi e le pro-
fessioni dei sette fondatori, contenuti nel
Libro autentico della
Compagnia
;
o le vicende dei primi anni, per i quali non sono
disponibili gli ordinati, conservatisi per contro in modo siste-
matico, pur con qualche lacuna, a partire dalla fondazione del
Monte nel 1579. Tra queste fonti segnaliamo le
Memorie
della
Compagnia, ripetutamente citate
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;
il
Libro delle costituzioni di
San Paolo
,
presumibilmente una raccolta di atti; il
Libro dei
fratelli
e il
Libro degli officiali
,
registri su cui venivano elencati
i nomi degli iscritti e degli eletti nelle cariche, analoghi agli
elenchi conservatisi per i periodi successivi; il
Fogliaccio degli
ordinamenti
e il
Libro della Casa del soccorso
,
probabile rac-
colta di ordinati; il
Compendio
del Bellezia. Grazie alla stampa
nella
Parte seconda
sono giunti fino a noi i testi devozionali,
importante testimonianza della vita religiosa dei confratelli.
Per la storia del Monte di pietà Tesauro si basa su atti con-
servatisi in originale nell’archivio della Compagnia, quasi tutti
riprodotti nella
Parte seconda
:
la bolla di Gregorio XIII, le let-
tere patenti di Emanuele Filiberto e Carlo Emanuele I, con
relative interinazioni, la conferma dell’arcivescovo Girolamo
Della Rovere, i regolamenti, le indulgenze. Per la fondazione
della Casa del soccorso e dell’Ufficio pio, l’autore cita le
Rego-
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Dalla seconda all’ottava «Opera», con esclusione della quinta.