scopo de’ confratelli di San Paolo e il principal voto di tutto il
popolo. Però che, non ostanti le sollicite inchieste, i bandi e l’a-
perta guerra contra gli eretici e’ lor ministri, io trovo che ancor
di costoro non solamente andavano alcuni furtivamente buci-
nando in privato gli loro dogmi, ma un petulante ministro con
un satanico suo maestro ardivano ne’ sobborghi della città
vociferar dalle catedre le lor biastemme, traendo il popol folle
(
come colui con la lira traeva le belve) con la dolcezza di una
rara facondia, sotto cui, come angue sotto i fiori, s’ascondea l’e-
resia. E senza dubbio sarìan bastati ad inescar con essa tutti’
curiosi e debili ’ngegni, se il padre Acosta, venuto a singolar
certame di teologiche controversie, non avesse loro con
publico trionfo imposto un perpetuo e vergognoso silenzio. Ne
transporterò simplicemente dal latino al nostro idioma il nudo
racconto registrato nella
Istoria della Compagnia di Giesù
sotto
l’istess’anno 1567, ed è tale:
Non molto da poi della fondazion del Colleggio una chiarissima vittoria
contra dua ugonoti allegrò sommamente tutta la città di Torino. Venne il
padre Acosta primamente a publico cimento col discepolo; e avendolo
inviluppato e convinto in maniera che lo necessitò a confessare il suo
assunto esser falso, il maestro mandò denunziare al padre ch’egli sarìa
personalmente comparso e arìa fatto conoscere a’ giesuiti e a tutti li
Torinesi quanta differenza passi tra un novizietto inesperto e un vete-
rano campione. Ed era certamente costui di quella sapienza, che è stol-
tezza davanti a Iddio, straordinariamente fornito; molto possedeva della
latina e della greca letteratura; di filosofia e teologia, secondo eretico,
assaissimo; ma di sfacciataggine, a dismisura. Facea costui l’officio di
predicatore in certe case vicine della città, con una fama di dottrina che
gli acquistava presso alle genti un grandissimo concetto. L’Acosta, da
costui publicamente provocato, non giudicò di potere, senza discapito
della riputazion del Colleggio e della città, rifiutare il certame. Dunque
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460
465
470
475
480
485
460.
bucinando
:
sussurrando.
463.
vociferar
:
predicare a voce alta.
464.
colui
:
Orfeo.