avean sostenuta ed essi nel battesimo professata, e non voler
già mai separarsi dalla devozione e obedienza verso la Sede
apostolica. Che non poteva se non sommamente collaudare
quella insigne pietà, e rallegrarsi con loro che dal donator di
ogni bene e padre de’ lumi avessono ricevuto un sì gran dono.
Esser veramente un certissimo pegno della misericordia divina,
in tempi tanto procellosi, attenersi fermamente a quella pietra
sopra’ cui fondata aveva il Salvator la sua Chiesa, la qual tanti
altri, da’ contrari venti agitati, aveano abandonata. Quella loro
costanza essere sommamente grata a Sua Divina Maestà. Per-
severasser dunque in un così santo e salutare proponimento, e
diligentemente si guardassero dalle insidie del nimico dell’u-
man genere e de’ suoi ministri, e a più potere studiassersi di
preservare la lor città da ogni contagio ereticale. Però che in tal
guisa provederebbero alla salute loro e de’ lor posteri e alla
quiete e tranquillità della patria. Finalmente per merto della
lor fede e devozione sperassero a suo tempo que’ beneficii e
quegli aiuti dalla Santa Sede che da una pietosa madre aspettar
devono i buoni e pietosi figliuoli
37
.
Inanimiti dallo spirito di
queste lettere paterne, i Torinesi vollero anco far prova se, col
raccorso immediato al re Carlo e con l’accennarli modesta-
mente gli lor sentimenti, si fosse potuto rimediar con quiete al
disordine, però che in ogni evento sarebbero giustificate le riso-
luzioni loro apresso a Dio e al mondo. Tenuto adunque un gran
consiglio, elessero a quest’ambasciata Giovanni Antonio Par-
vopassu, discreto e autorevole gentiluomo torinese, cui diedero
una instruzione autentica sotto alli 29 di genaro dell’anno 1562,
112
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630
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37
15
novemb. 1561. Breve del pontefice che si conserva.
Parte seconda…
cit., p. 92.
633.
raccorso
:
ricorso;
re Carlo
:
Carlo IX di Valois.
637-638.
Giovanni Antonio Parvopassu
:
fu sindaco di Torino nel 1566, 1569, 1573
e procuratore generale della città dal 1581.