la nutrice Agnese Cisaleta (
recte
Cizaleta) di 35 anni, due
«
serve» Caterina Divinessa di 19 e Anna Bonvina di Carmagnola
anni 40, «due servi» Antonio Andrea Brilio di Cortemiglia anni
16
e Carlo Silvestro Peyla di anni 26. Il forno acquistato era affit-
tato a Bartolomeo Biglioneri fornaio e capo famiglia di anni 36,
Giuliana Perrachina sua moglie di anni 35, i figli Michele
Antonio di anni 10, Vittoria Margherita di anni 8, e PietroAntonio
di anni 5. Vi era pure un barbiere Giacomo Ludovico Favero
capo di casa di anni 28 e la moglie Anna Catterina di anni 22.
Torino nel frattempo era stata posta in stato di difesa nell’au-
tunno del 1705. Furono allestite protezioni per gli edifici cittadi-
ni che si ritenevano più esposti. Tra questi vi era la nuova sede
del Monte di pietà per la cui salvaguardia la Compagnia effettuò
alcune spese
95
.
I francesi si presentarono dinanzi alla città, ma
non posero l’assedio, rinviato al mese di giugno 1706 e prosegui-
to fino al 7 settembre, giorno della battaglia che liberò la città e
lo stato sabaudo.
Poiché in questo secondo periodo i bombardamenti avevano
provocato alcuni danni, furono contabilizzate le spese delle ripa-
razioni. Da altra fonte
96
sappiamo che il 9 luglio, all’una di notte,
una bomba cadde in strada dinanzi al Monte di pietà e che nella
notte del 5 e nella giornata del 9 agosto l’edificio venne colpito
prima da due bombe e poi da una terza. Nel periodo dell’assedio
il Monte di pietà funzionò come magazzino per ricoverare le
suppellettili depositate. Durante l’assedio vennero celebrate
«
devottioni straordinarie» per implorare l’aiuto divino, al termi-
ne per ringraziare per lo scampato pericolo.
95
ASSP,
CSP
,
Bilanci
, 1701-1707,
segnatura 32,
s.v.
«
Riparationi», c. 16
r
[
p.
280
m];
ibid.
,
Repertori dei lasciti
,
vol. 160, p. 252m, 20 settembre 1705:
«
ordine qualora sia necessario di fare le riparazioni per la difesa delle bombe
all’Oratorio».
96
Le campagne di guerra
, 1906,
vol. VII, pp. 286-287.
86