IL PATRIMONIO ARTISTICO
DELLA COMPAGNIA DI SAN PAOLO*
Laura De Fanti
1.
P
REMESSA
Lo stretto rapporto intercorso tra la Compagnia di San Paolo
e l’insediamento a Torino dell’ordine religioso fondato da Ignazio
di Loyola è ben noto ed è stato attentamente vagliato anche in
studi recenti
1
.
Naturale conseguenza di questo atto fu l’elargizio-
ne, da parte dei confratelli della Compagnia, di somme destinate
all’edificazione e all’abbellimento del tempio dedicato ai Santi
Solutore, Avventore e Ottavio, che i gesuiti cominciarono ad
innalzare in città nel 1576, anno nel quale gli stessi confratelli
ottennero il giuspatronato della cappella intitolata al loro santo
2
.
Ma già nell’anno della loro fondazione, il 1563, i sanpaolini ave-
vano dato vita ad un Oratorio, il cui ministero spirituale sarà tenu-
to, a partire dal 1568, da un padre gesuita
3
.
Proprio gli interventi
decorativi al tempio gesuita e l’allestimento dell’Oratorio rappre-
senteranno nella storia secolare dei sanpaolini i principali
momenti di mecenatismo artistico della confraternita.
*
Desidero ringraziare quanti, a vario titolo, hanno dato il loro prezioso con-
tribuito, agevolandomi o incoraggiandomi nella presente ricerca. In particola-
re un sentito ringraziamento va ad Anna Cantaluppi, a Giuliano Gasca
Queirazza S. J. e a Walter Canavesio.
1
In proposito esiste un’ampia bibliografia. Per brevità si citano il volume
dedicato alla chiesa dei Santi Martiri, a cura di Bruno Signorelli, e l’edizione
critica dell’
Istoria
del Tesauro, a cura di Anna Cantaluppi, che riportano la
bibliografia più completa e aggiornata (
I Santi Martiri
, 2000,
e T
ESAURO
,
2003).
2
Per l’edificazione della chiesa, si vedano M
OCCAGATTA
, 1971-1972,
pp. 68-
108;
E
AD
., 1976-1977,
pp. 34-47; S
IGNORELLI
, 2000*,
pp. 185-229.
3
Per l’Oratorio, si vedano, T
AMBURINI
, 1968,
pp. 269-275; I
D
., 1982,
pp. 83-
95;
D
E
F
ANTI
,
G
AZZERI
, 1998,
pp. 259-268.
11