LA COMPAGNIA DI SAN PAOLO ALLA METÀ
DEL XVIII SECOLO.
UNA
ÉLITE
POLITICO-ECONOMICA
TRA CORTE E MUNICIPALITÀ
Andrea Merlotti
1.
P
REMESSA
La Compagnia di San Paolo è stata uno dei principali sogget-
ti della vita politica ed economica torinese d’Antico regime. Gli
studi su di essa hanno insistito sinora sul primo secolo della sua
esistenza, soffermandosi, soprattutto, su due momenti: da un lato
la sua fondazione ed il suo sviluppo nella Torino di Emanuele
Filiberto e Carlo Emanuele I; dall’altro il suo ruolo nella Torino
della guerra civile e delle reggenze
1
.
Nel determinare questo
indirizzo, va detto, ha avuto peso anche il confronto con l’
Isto-
ria della venerabilissima Compagnia ... di San Paolo
di Ema-
nuele Tesauro, ricostruzione ufficiale della storia della Compa-
gnia, destinata alla promozione esterna della sua immagine
2
.
Più in ombra sono restate, invece, le vicende della Compagnia
nel XVIII secolo. E ciò nonostante alla metà del Settecento, come
ha ricostruito Mario Abrate nella sua fondamentale storia della
Compagnia, quest’ultima fosse una «forza economica rilevante»,
protagonista di un «crescente inserimento […] nella vita economi-
ca e finanziaria» dello Stato sabaudo
3
.
Un dato confermato dagli
studi apparsi negli anni successivi: se, infatti, «alla fine del Seicen-
to la Compagnia […] era, dopo la Casa sovrana, la maggior poten-
za finanziaria degli Stati sabaudi»
4
,
fu «a metà Settecento» che
1
C
ANTALUPPI
, 1999;
R
OSSO
, 2000;
C
ALAPÀ
, 2004;
R
AVIOLA
, 2004.
Per la stesura
di questo articolo devo un particolare ringraziamento al prof. Giorgio Lombardi,
i cui consigli e suggerimenti sono stati, come sempre, acuti e preziosi.
2
T
ESAURO
, 2003.
3
A
BRATE
, 1963,
pp. 102, 115.
4
Ibid.
,
p. 83.
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