87
Tommaso Andrea Crosa, il diritto all’ammissione a due piazze Crosa per le
figlie Giuseppa di 11 anni e Orsola di 9. La congregazione diede parere con-
trario. Nel suo parere l’economo faceva notare che erano già state ammesse
altre tre figlie di Andrea Giordano: Margarita nel 1763, Faustina nel 1765 e
Rosalia nel 1771, nonostante nessuna di loro avesse avuto l’età prescritta da
Crosa e che, nel prevedere un’età non minore di anni 12, il testatore aveva già
imposto una deroga alle regole dell’opera che prevedevano l’età di 14 anni
compiuti per l’ingresso. Non si poteva quindi derogare ulteriormente. Non si
trattava però mai di rifiuti definitivi. Il marchese proponeva come di consueto
un accomodamento, e cioè di sospendere l’ammissione ma di tenere la piazza
per Giuseppa per l’anno successivo, quando avrebbe compiuto l’età richiesta,
come era stato fatto in altri casi. Poi però ammetteva che in altri casi ancora
l’ammissione era avvenuta, malgrado i divieti
105
.
E in effetti anche in questo
caso Andrea Giordano la spuntò almeno per Giuseppa, che fu ammessa il 21
settembre 1777 all’età di 10 anni e 5 mesi, mentre la figlia più giovane entrò
solo nel 1785, ormai sedicenne.
Fra le altre motivazioni che potevano giustificare un’ammissione al di
fuori dell’età stabilita dalle regole spiccano quelle di carattere religioso. Nel
1686
ad esempio, venne ammessa nel Soccorso una bambina di 6 anni, regi-
strata esclusivamente col cognome Voia, di cui si precisa che è delle valli di
Lucerna ed eretica, e che resterà nel Soccorso finché non ci sarà posto nel Ri-
fugio dei cattolizzati. Data la provenienza da Basilea, possiamo supporre che
fosse stata cattolizzata anche Federica Eisendorf, che fu ammessa nel 1799,
ormai diciassettenne.
In altri casi, l’ingresso in deroga alle regole era garantito dal sostegno di
fideiussori particolarmente prestigiosi. Sarebbe certamente risultato difficile
dire di no alla principessa di Piemonte che chiedeva di accogliere Genoieffa
Legrand, di soli 10 anni, tanto più che la principessa si impegnò a pagare la
pensione della bambina. Solo al compimento dei 12 anni questa fu ammessa
ad una piazza di nuove regole. Quello di Genoieffa non è l’unico caso in cui
il problema dell’età non corrispondente alle regole fu risolto con un ingresso
temporaneo come pensionaria.
Anche i famigliari dei benefattori importanti finirono per acquisire un
potere di contrattazione con l’opera e ottenere il ricovero di ragazze che nulla
avevano a che fare con la discendenza di questi ultimi. Esemplare in questo
senso è il caso di Francesca Maria Omar, orfana, priva di beni e senza aiuto da
105
ASSP, I,
CSP
,
Lasciti
, 91,
fasc. 81/10.