60
17
Tesauro, 1701.
18
ASSP, I,
CSP
,
Repertori dei lasciti
, 161,
s.v.
«
Deposito».
19
Ibidem
.
20
Ibidem
.
21
Tesauro, 1701.
22
ASSP, I,
CSP
,
Repertori dei lasciti
, 161,
s.v.
«
Deposito».
di Santa Pelagia che fecero da cornice alla nascita del Deposito. Come già
per il Soccorso, l’
Istoria
del 1701 racconta che l’idea dell’opera fu del confes-
sore e padre spirituale della Compagnia di San Paolo, che a quel tempo era
padre Giulio Vasco. Egli, consapevole delle difficoltà, dei rischi e dei costi
che comportava la creazione di una nuova opera, presentò la proposta alla
Compagnia, che la accettò di buon grado
17
.
Le vicende della Casa di Santa Pe-
lagia si incrociarono con quelle del Deposito nel settembre del 1683, quando
la Compagnia di San Paolo, dopo aver preso atto che diverse persone erano
disposte ad offrire denaro per la costituzione di un ricovero per donne cadute
nel peccato, deliberò di prendere in affitto la casa appartenente all’Opera di
Santa Pelagia
18
.
L’avvio effettivo della nuova opera dovette però incontrare
difficoltà superiori al previsto, poiché avvenne quasi un anno dopo, nel giu-
gno del 1684. Ad ostacolare l’iniziativa intervennero i direttori dell’Opera di
Santa Pelagia. Essendo infatti l’opera in progetto simile alla loro, ritenevano
che «potesse recarle grave pregiudizio»
19
.
Per tranquillizzarli la Compagnia
tenne a precisare che l’opera sarebbe nata senza il suo intervento e che il
mantenimento delle 12 o 14 donne accolte sarebbe stato lasciato alle elemo-
sine di persone pie. Inoltre, non si parlò più dei locali delle monache di santa
Pelagia ma di un appartamento vicino a Porta Nuova, nei pressi dell’abitazio-
ne della contessa di Loranzè e della baronessa Perrachina, a cui fu affidata la
direzione dell’opera
20
.
Sempre dall’
Istoria
apprendiamo che queste prese di
distanza della Compagnia nascevano dalla necessità di tutelare da un punto
di vista finanziario le opere più antiche della Compagnia e dalla volontà di
non alimentare le perplessità poste dai direttori dell’Opera di Santa Pelagia
21
.
Benché nel libro si attribuisca la proposta di unire le due opere ai direttori
della Casa di Santa Pelagia, e si presenti l’accettazione della proposta come
una libera deliberazione della Compagnia, sappiamo dalla documentazione
archivistica che la risoluzione della controversia avvenne per intervento del
duca. Egli infatti, chiamato ad agire da ago della bilancia, determinò col suo
intervento l’affermazione di un gruppo sull’altro: rimise in gioco la Compa-
gnia di San Paolo proponendole di accettare la direzione di entrambe le ope-
re o di chiudere il Deposito
22
.