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tali costituivano una specie di condizione per ottenere altri sussidi dotali da
altre agenzie caritative
23
.
Mi chiedo se tale logica non sia anche quella che
presiede alla distribuzione delle risorse delle istituzioni sanpaoline, il soggior-
no in esse sarebbe allora da vedere come un processo di promozione sociale
e un riconoscimento (più che una difesa) dell’onore delle famiglie e della vir-
tù delle fanciulle che vi hanno accesso. L’essere ammesse rappresenterebbe
appunto un “premio”, per usare l’espressione di Marina D’Amelia, un pri-
vilegio, o, come suggerisce Maritano nelle Conclusioni, «un’opportunità per
rafforzare la reputazione di una famiglia che ce l’ha già». D’altra parte, se
vogliamo estendere ancora il parallelo tra istituzioni femminili e convento
che ho proposto all’inizio, può essere utile considerare che anche l’educazio-
ne in convento rappresentava un marchio di prestigio per le fanciulle della
nobiltà e del patriziato più che una significativa induzione di conoscenze. Il
convento accettava però in genere bambine e adolescenti delle classi più ele-
vate, lasciando forse a istituzioni laiche quali erano il Soccorso e il Deposito il
compito di promuovere l’onorabilità dei ceti medi, accogliendone le figlie tra
le loro mura
24
.
Tali analogie sono senz’altro una via su cui indagare ulterior-
mente in studi futuri.
I risultati di questo studio ci portano dunque a complicare il quadro,
indicano nuove domande e percorsi di ricerca e mostrano i limiti dell’op-
posizione caritativo/educativa come unica alternativa per comprendere le
funzioni di queste istituzioni. Si tratta naturalmente di funzioni molteplici e
tra queste non si può escludere la difesa della morale pubblica e privata ma
questo ruolo è assolto in particolare dalla più tarda tra le istituzioni femminili
amministrate dalla Compagnia, le Forzate. Anche in questo caso, le direzioni
originarie non vanno prese alla lettera, l’analisi mostra che l’associazione di
questa istituzione con le meretrici è sviante, essa pare piuttosto rivolta a pro-
teggere dalla minaccia di scandalo il decoro di classi privilegiate e a riconfer-
mare le giuste distanze sociali nei rapporti sentimentali. Emblematico il caso
di Margherita Prelli, che, come è stato eccezionalmente possibile ricostruire,
fu internata per la sua relazione con il conte Alfieri di Magliano, grazie alle
pressioni del cognato di quest’ultimo: è evidente che l’onore da difendere,
più che quello delle donne da ricoverare e delle famiglie da cui provenivano,
era spesso quello di famiglie prestigiose, imbarazzate dal legame tra queste
donne e un loro membro.
23
Ibid.
,
p. 210.
24
Strocchia, 1999; Zarri, 2000.