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a partire dagli anni Ottanta, sono state oggetto di un gran numero di studi
specifici sia da parte di studiosi italiani che stranieri
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È possibile che ciò sia
da collegare al precoce sviluppo, in questo paese, di una storiografia di genere
che ha invece datazioni più tarde in altri paesi europei. A questo stadio della
ricerca non si può escludere tuttavia che l’accentuato interesse per questo
tema in ambito italiano rifletta una particolare presenza di queste forme di
assistenza alle donne nella penisola, che questo modello di intervento, cioè,
abbia avuto particolare fortuna nelle città italiane.
La Compagnia di San Paolo è a Torino un po’ il campione di questo in-
tervento a favore delle donne. Va sottolineata infatti la vocazione femminile
dell’azione assistenziale svolta dalla Compagnia: non solo le istituzioni cui
essa dà vita nel periodo moderno – il Soccorso, il Deposito e le Forzate – sono
tutte rivolte alle donne ma anche l’attività di un altro organo che gestisce il
suo intervento caritativo, l’Ufficio pio, sorto nel 1595, ha tra i suoi compiti
principali quello di pagare ogni anno 14 e poi 16 doti elemosinarie in vari
giorni di festività religiosa e di “vestire” alcune fanciulle il giorno dell’Imma-
colata Concezione.
Il presente studio arricchisce dunque un filone di ricerca molto fecondo
di un nuovo caso ma porta anche elementi di novità al dibattito sul ruolo so-
ciale delle istituzioni femminili in età moderna. Malgrado l’ampia produzione
di studi, rimane infatti aperto il problema di come interpretare questi esempi
di istituzionalizzazione femminile. Queste case, significativamente chiamate
Ritiri, Rifugi, Conservatori delle Pentite o delle Convertite, sono state viste
da alcuni come un tipico prodotto della retorica redentiva della Controrifor-
ma, e cioè come luoghi che offrivano un periodo di ritiro dal mondo e di espo-
sizione a modelli edificanti a donne ritenute disoneste dalla morale sessuale
del tempo e a giovani sottoposte a cattive influenze che ne potevano traviare
il comportamento
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L’esperienza del ricovero avrebbe favorito il pentimento e riabilita-
to l’onore compromesso di queste donne consentendo loro di reinserirsi,
moralmente riformate, nella società. In realtà questa interpretazione non
è giustificata a livello cronologico né, come vedremo oltre, dall’analisi del
profilo delle ricoverate. In molte città italiane, la creazione di istituzioni spe-
cificamente dirette alle donne nubili, separate o vedove precede la Contro-
riforma; i primi esempi sono documentati all’inizio del Cinquecento o anche
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Tra i molti lavori Ciammitti, 1979; Cavallo, 1980; Cohen, 1989; Ferrante, 1983; Ferran-
te, 1986; Camerano, 1993; Trexler, 1994; Groppi, 1994; Chojnacka, 1998.
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Si veda per tutti Pullan, 1988.