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Nel mondo cattolico dell’età moderna le istituzioni femminili sono una
presenza consistente
1
.
Esse si rivolgono ufficialmente a donne prive di tutela
maschile e spesso in difficoltà economica, e cioè alle orfane di padre, alle ve-
dove, alle cosiddette “malmaritate” (mogli in matrimoni difficili che vivono
separate dal marito), offrendo alle giovani nubili la protezione e un sussi-
dio dotale che consentirà loro di sposarsi o monacarsi, e alle donne sposate
o più mature una alternativa, spesso definitiva, alla situazione, moralmente
disdicevole, di viver sola. Esse sembrano far da complemento al monastero
nel garantire l’integrità fisica e morale di un ampio ventaglio di donne che,
per motivi diversi, vivono fuori dal matrimonio. Oltre ad essere un luogo di
clausura per le giovani che prendono i voti, infatti, il convento offre anche, nel
periodo moderno, un rifugio temporaneo o definitivo a dame vedove e sole,
che mantengono lo
status
laicale
2
.
Il posto della donna è nella famiglia, se la
famiglia non esiste o si disgrega bisogna trovare una alternativa rispettabile.
Mentre il convento si rivolge però in larga misura a donne dell’aristocrazia e
del patriziato, le istituzioni femminili accolgono donne di condizione sociale
inferiore che non disporrebbero dei mezzi necessari a costituirsi una dote
monacale. In effetti molti elementi richiamano il modello conventuale: il fat-
to che le giovani dovessero entrare con un fardello di vesti e lingerie, il fatto
che i colloqui coi visitatori si svolgessero in un parlatorio, il fatto che molte
pagassero una “pensione”. Anche le istituzioni per donne e fanciulle laiche
possono dunque essere viste come il risultato di una ideologia di genere che
considerava l’alternativa “muro o marito” le uniche opzioni di vita socialmen-
te accettabili per le donne
3
.
Sconosciute nei paesi protestanti,queste case sono un fenomeno eminen-
temente cattolico ma forse anche specificamente italiano. Seppure segnalate
in Francia, Spagna e Portogallo dagli studiosi di storia dell’assistenza
4
,
le isti-
tuzioni femminili hanno attratto infatti particolare attenzione in Italia, dove,
1
Cohen, 1992.
2
La presenza di donne laiche o terziarie nei conventi è stata documentata da più parti, ne
discute Evangelisti, 2007.
3
Zarri, 2000.
4
Ad esempio Fairchilds, 1976; Martz, 1983; Norberg, 1985; Flynn, 1989; Carbonell i
Esteller, 1997; Sá dos Guimarães, 1997.