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Le origini e le motivazioni di una scelta
La costituzione formale della Fondazione per la scuola avviene nel mag-
gio 2000. In tale data il Comitato di gestione della Compagnia di San Paolo
delibera di modificare la denominazione dell’Educatorio in Fondazione per
la scuola - Educatorio duchessa Isabella della Compagnia di San Paolo pre-
disponendo un nuovo statuto e nominando nel contempo un comitato pro-
motore con l’obiettivo di creare le condizioni per il concreto avvio della Fon-
dazione. Fino a quel momento la Compagnia aveva retto con i propri organi
l’Educatorio la cui attività consisteva sostanzialmente nell’erogazione annua-
le delle borse di studio a studenti torinesi meritevoli e di disagiate condizioni
economiche. Ciò avveniva attraverso l’Ufficio pio.
Il 5 febbraio 2001 la Giunta regionale del Piemonte approva il nuo-
vo statuto dell’Educatorio che si trasforma pertanto nella Fondazione per la
scuola. Nel giugno 2001 il Comitato di gestione della Compagnia ne nomina
gli organi per il quadriennio 2001-2004: il presidente nella persona del sot-
toscritto; i membri del Consiglio direttivo nelle persone di Flavio Brugno-
li, Alessandro Cavalli, Luciano Gallino, Giancarlo Lombardi, Attilio Oliva,
Luisa Ribolzi. A questi, che già facevano parte del comitato promotore, si
aggiungeranno nel corso del 2002 Piero Bianucci e Aurelio Pellegrini. Come
si vede si trattava di persone altamente esperte nel campo della scuola, della
didattica e della diffusione della cultura.
L’insediamento del Consiglio direttivo, con la presenza del segretario
generale della Compagnia, Piero Gastaldo, ha luogo il 10 settembre 2001. In
tale seduta il Consiglio direttivo nomina Corrado Paracone direttore della
Fondazione e Giorgio Inaudi, funzionario della Compagnia, segretario.
Perché la costituzione della Fondazione per la scuola? Con tale scelta
del tutto innovativa nel panorama delle fondazioni di origine bancaria –
la Compagnia si propone l’obiettivo strategico di potenziare e qualificare la
propria azione nel campo dell’istruzione con una struttura operativa capace
di intervenire in modo originale e di incidere profondamente in un settore
cruciale per il futuro del Paese.
In quegli anni la scuola appariva come un “cantiere aperto”. Occorreva
dare concretezza e attuazione al principio della autonomia scolastica, auto-
nomia che avrebbe trovato riconoscimento formale nella modifica del Titolo
V della Costituzione. Occorreva altresì porre la scuola italiana in grado di
misurarsi con le grandi sfide dell’internazionalizzazione a partire dall’Euro-
pa, dei nuovi saperi e delle nuove tecnologie, dei mutamenti sociali indotti