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Opere Pie di S. Paolo
, 1913,
p. 77.
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La sua attività di progettazione è ricavabile dalla schedatura operata dall'ASCT e con-
sultabile anche sul web al sito “Archivio Storico Comune di Torino on line”. Autore dei
Disegni componenti il progetto di prosciugamento e riduzione a cultura colla divisione in
lotti del Chiomo e Pramorto appartenente al Comune di Settimo Torinese
,
dicembre 1845, fu
tra i soci fondatori della Società degli Ingegneri e degli Architetti in Torino e consigliere dal
1866
al 1867; risulta deceduto il 27 marzo 1885. La
Commemorazione di Giovanni Davicini
ingegnere
è reperibile presso la Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze.
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Il volume fu stampato nel 1872 a Torino dalla Tipografia Botta. Esso è consultabile
presso la Biblioteca Centrale della Facoltà di Architettura del Politecnico di Torino e presso
la Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze.
1899
direttore e dal 1910 al 1925 presidente delle Opere pie di San Paolo). Data
la sua notorietà non ci soffermiamo sulla sua ingente produzione architettonica,
limitandoci a segnalare che per il San Paolo, oltre al progetto di massima per la
costruzione della nuova sede dell’Educatorio redatto nel 1879, progettò e diresse
la costruzione della sala per le adunanze consiliari della sede di via Monte di Pie-
tà, realizzata nel primo decennio del Novecento
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.
GIUSEPPE e ATTILIO DAVICINI
Figli di Giovanni, ingegnere attivo
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dal 1836 sino al 1885. Giuseppe, nato proba-
bilmente nel 1851, si laureò presso la Scuola di Applicazione per Ingegneri (il fu-
turo Politecnico di Torino) nel 1872 con una dissertazione su
Le ferrovie economi-
che
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.
Nel 1879 progettò la palazzina all’angolo delle vie Lamarmora e Legnano
e le scuderie dei numeri 5 e 7 di piazza Vittorio, nel 1881 risulta progettista delle
case ai numeri civici 5, 7 e 9 di via Nizza, nel 1884 progettò l’ampliamento dell’Isti-
tuto Ciechi di via Nizza 151. Operò come perito del Credito fondiario delle Opere
pie di San Paolo dal 1876 al 1892 e progettò il nuovo edificio dell’Educatorio in
Barriera di Francia. La sua fu una breve carriera professionale: morì il 17 gennaio
1892
dopo lunga e dolorosa malattia. Il fratello Attilio proseguì la sua opera nella
costruzione dell’edificio.