170
ASSP, II,
ISPT-FC
,
Atti notarili
, 3191.
171
ASSP, II,
ISPT-FC
,
Verbali del CdA
, 120,
seduta del 7 febbraio 1921, pp. 65 sgg.
172
Ibidem
.
173
ASSP, II,
ISPT-FC
,
Verbali del CdA
, 120,
seduta del 25 aprile 1921, c. 187.
340
7.
Difficoltà finanziarie nel primo dopoguerra e dismissioni di immobili
Nel 1909 l’Istituto di San Paolo deliberò di vendere l’antico edificio del
Soccorso in via Maria Vittoria, il 2 agosto fu rogato l’atto pubblico di vendita
tra il presidente dell’Istituto delle Opere Pie, l’onorevole Ignazio Marsengo-
Bastia, e Giuseppina Vaciago con il marito banchiere Giuseppe Andreis e la
figliaAdele sposata all’ingegner VittorioAudisio. L’importo stabilito fu di lire
185.000
170
.
Le difficoltà create dall’inflazione sviluppata dalla Prima Guerra Mon-
diale lasciarono il segno anche sull’Educatorio. I redditi generati dai lasciti
che avevano consentito il mantenimento di un certo numero di posti gratuiti
divennero insufficienti. Il bilancio preventivo dell’Educatorio per il 1921 si
chiudeva al 30 dicembre 1920 con un disavanzo previsto di 285.000 lire; a
distanza di poco più di un mese
171
,
in seguito a ulteriori accertamenti, il di-
savanzo risultava ancora più pesante, pari a 333.384 lire. Data la gravità e
l’urgenza della situazione si costituì in seno alla CE una Commissione specia-
le per le riforme all’Educatorio duchessa Isabella, con l’incarico di studiare
provvedimenti radicali, tali da rendere possibile il pareggio stabile fra le en-
trate e le spese dell’Educatorio stesso e assicurare l’esistenza dell’istituzione
in rapporto ai suoi fini di beneficenza e di utilità sociali. Dopo essersi riunita
tre volte (14 e 17 gennaio e 1° febbraio 1921) tale commissione in seduta 7
febbraio
172
presentava una serie di proposte al CdA, che le approvava: vendi-
ta degli stabili di via Garibaldi e di via delle Rosine; aumento delle rette alle
allieve; sospensione di posti gratuiti e semigratuiti, affitto di alcuni locali; fu
decisa persino la riduzione della razione di vino. Nella medesima seduta il
CdA conferiva alla GP i poteri per la vendita delle due case di via Garibaldi
51
e 53, in parte antica sede del Deposito e in parte affittata, e per quello di
via delle Rosine 8. La GP in seduta 7 marzo 1921 autorizzò il direttore gene-
rale a trattare la vendita delle case di via Garibaldi 53 (importo richiesto lire
600.000),
via Garibaldi 51 (lire 300.000), via delle Rosine 8 (lire 500.000). Le
trattative furono concluse in breve tempo
173
,
il 21 marzo la GP autorizzò la
vendita dell’edificio di via Garibaldi 53 per 600.000 lire a un gruppo di inqui-
lini e il 22 aprile quello di via Garibaldi 51 ai fratelli Ferdinando e Antonio