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dell’educazione femminile, in bilico tra progresso e conservazione. Tra i van-
taggi enumerati dall’insegnante figurano infatti non solo la crescita intellet-
tuale delle ragazze ma anche l’evitare il rischio che alcuni genitori mandino
le figlie nelle scuole maschili e favorire il miglioramento delle relazioni con i
membri maschili della famiglia.
Mi fa piacere concludere il breve
excursus
citando uno strumento che può
offrire indicazioni interessanti sulla formazione impartita nell’istituto, l’«inven-
tario» della biblioteca
39
,
suddiviso in lingua e letteratura italiana, letture amene,
riviste; pedagogia; scienze fisiche e naturali, matematica; storia e geografia; libri
scritti in lingua francese, tedesca, inglese; libri d’indole religiosa, libri ascetici.
La documentazione dell’Educatorio duchessa Isabella non si esaurisce
tuttavia con il II Inventario, ma si integra con i successivi versamenti all’Ar-
chivio Storico da parte di servizi della banca (Segreteria, Tecnico, Legale, Bi-
lancio, Personale, ecc.) e con i fondi conservati nell’archivio di deposito della
Compagnia. Segnalo in particolare il fondo della Segreteria Generale (Inven-
tario IV, in corso) per gli statuti, i verbali degli organi amministrativi (1933-
1991),
i decreti, comunicazioni e ordini di servizio e il fondo del ServizioTecni-
co per gli incarti e i disegni delle ristrutturazioni dell’edificio di piazza Bernini.
Vediamo ora sinteticamente le fonti consultate per la storia contempo-
ranea delle allieve e della sede.
5.
Le fonti utilizzate per il periodo contemporaneo
Il saggio di Gentile e Stara si apre con un quadro d’insieme sull’assi-
stenza nel regno di Sardegna e nel regno d’Italia dal punto di vista istituzio-
nale e culturale, soffermandosi sulle leggi che tentarono di riordinare le opere
pie, a partire dall’editto carloalbertino del 1836 fino alla riforma crispina del
1890.
La nuova concezione dell’assistenza, più orientata alla prevenzione e
all’istruzione, si accompagna al dibattito sull’educazione della donna. Il re-
golamento del Soccorso e Deposito, emanato nel 1853 con il passaggio alla
nuova Direzione delle Opere pie di San Paolo, testimonia anche per le Case
paoline l’evoluzione verso l’istituto scolastico. La relazione Giolitti, commis-
sario regio nel 1879, ne sottolinea lo scopo educativo, mentre i verbali e i
materiali preparatori ai regolamenti attestano il conflitto tra il rispetto della
volontà dei testatori e la rinnovata vocazione dell’istituzione. L’analisi dei
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ASSP, II,
EDI
,
Inventari
, 4767, «
Inventario Biblioteca Anno 1930». Dalle annate delle
riviste si desume un arco cronologico compreso tra 1897 e il 1942.