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memoria
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al ministro dell’InternoAgostino Depretis sulla situazione dell’en-
te. All’interno del capitolo relativo all’istituto educativo del Soccorso scrisse
che in precedenza esistevano due opere, il Deposito e il Soccorso poi riunite
sotto il nome dell’ultima, con locali notevolmente ampliati
129
.
Giolitti aveva
dato incarico agli ingegneri del settore credito fondiario delle Opere pie di
verificare lo stato degli edifici di proprietà, ne era derivata una relazione in
cui erano indicati i lavori di assoluta urgenza, quelli necessari e quelli utili per
accrescere il valore dei beni. Giolitti, secondo lo spirito di risparmio subalpi-
no, ordinò l’esecuzione di quelli urgenti. In questo ambito si poneva l’edificio
del Soccorso che aveva aumentato notevolmente i suoi redditi incorporando
quelli dell’Opera per gli Esercizi spirituali: infatti il decreto reale del 26 set-
tembre 1878 stabiliva che con tali rendite si istituissero nuovi posti gratuiti nel
Soccorso, il cui numero però non era indicato; Giolitti, con decreto 11 luglio
1879
approvato dalla Deputazione provinciale di Torino, istituì dieci posti, di-
videndo la somma disponibile per il costo medio per allieva degli anni passati.
In questo modo i posti gratuiti del Soccorso passarono da 88,5 a 98,5
130
.
Giolitti mise in evidenza le gravi deficienze dell’edificio del Soccorso,
con una cattiva distribuzione delle camere e la mancanza di un’area destinata
a giardino; per questo le passate direzioni avevano fatto eseguire alcuni stu-
di per costruire un nuovo edificio, tanto più che in Torino esistevano buoni
istituti di educazione situati però in edifici costruiti per altri usi e quindi con
notevoli imperfezioni. Qualora si fosse voluto costruire un nuovo stabile lo
stesso doveva rispondere alle esigenze di un edificio appositamente progetta-
to per l’educazione. Auspicava uno studio comparativo delle migliori scuole
italiane ed estere, onde poter determinare il costo di una nuova costruzione
e accantonare le cifre necessarie. Si rivelava persona attenta alle esigenze del
futuro e ribadiva la necessità di un salto qualitativo: «nulla sarebbe a mio
avviso più inopportuno che il contentarsi, per fretta di costruire, di un edifizio
le Opere di San Paolo non risulta indicata, in quanto per lo stesso periodo risulta trasferito
nel 1877 quale Segretario generale presso la Corte dei Conti a Roma.
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ASSP, II,
ISPT-FC
,
Bilanci
, 3069, «
Relazione a S. E. il Ministro dell’Interno sulla ammi-
nistrazione delle Opere Pie di San Paolo in Torino», tipografia Giulio Speirani e Figli, 1880.
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L’unione del Soccorso con il Deposito fu indicata anche sulle pubblicazioni a stampa
in cui venivano citate. In Pettenati, 1880, p. 860, vi è un paragrafo dedicato al Soccorso: «La
più antica di queste opere è l’Istituto del Soccorso. Fu fondato nel 1580 [
sic!
]
da un padre
Magnano per povere giovani. Passò poi all’Opera pia S. Paolo che la mantiene oggidì. Vi si
raccolgono presso a 100 giovani che v’entrano dagli 8 ai 10 anni».
130
Ibidem
.
Giolitti fece rilevare come i posti gratuiti stabiliti da antiche fondazioni fossero
destinatiaragazzefrai12ei15anni:all’epocal’etàscolareiniziavaprima;vierapoiilproblema
dellegiovaniorfane,avevaquindiritenutocorrettoridurrel’etàdiammissionefragli8ei12anni.