307
100
Raccolta di Leggi
,
Decreti
, 1801-1802,
pp. 326-327.
101
Si veda Merighi - Cantaluppi, 1993, pp. 303-313.
6.
Dalla Rivoluzione Francese alla Restaurazione
Gli avvenimenti che a partire dal giugno 1789 coinvolsero la Francia
modificarono radicalmente la sua situazione politica, soprattutto dopo il set-
tembre 1792 con la proclamazione della Repubblica e l’esecuzione di Luigi
XVI. Seguì lo stato di guerra con diversi Stati europei, fra cui il Regno di
Sardegna. Quest’ultimo nel 1796, sconfitto sul campo, dovette firmare l’armi-
stizio di Cherasco e successivamente la rovinosa pace di Parigi. Il periodo che
seguì si concluse l’8 dicembre 1798 con l’abdicazione del re Carlo Emanuele
IV e la proclamazione della Repubblica Cisalpina. Tra la metà del 1799 e il
1800
vi fu l’occupazione austro-russa a cui seguì la vittoria napoleonica di
Marengo del 14 giugno 1800. I Francesi in un paio di anni inglobarono, con un
senatoconsulto dell’11 settembre 1802, la parte del Piemonte ex-sabaudo sino
alla Sesia nella XXVII Divisione Militare della Repubblica francese.
L’occupazione francese portò
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alla soppressione della Compagnia di
San Paolo
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che fu decretata il 5 Germile anno decimo (26 marzo 1802). Il
prefetto Ferdinando Villa inviò una missiva al sindaco Laugier in cui diede
esecuzione a quanto disposto dall’amministratore generale della XXVII Di-
visione Militare generale Jean Baptiste Jourdan. Ne seguì un’altra, sempre
dello stessoVilla al sindaco, in cui gli espresse tutto il suo dispiacere per l'abo-
lizione della Compagnia, pregando il destinatario di farsi interprete presso
i signori di San Paolo del «regret que je ressens, et les assurer que les soins
assidus qu’ils ont consacrés au solagement des malheurs, leur ont merité la
reconaissance de leur concitoyens, et l’estime du gouvernement». Seguì una
lettera del Jourdan al Villa del 5 aprile 1802 molto dura nel riguardo dei San-
paolini accusati di avere protestato per la cancellazione della loro istituzione
e di aver tentato di sollevare i poveri. Li ammoniva che i Savoia rappresen-
tavano un vecchio ordine che non doveva più esistere in Piemonte, e che non
potevano opporsi alla marcia dell’avvenire. Ciò malgrado, come ben risulta
dallo studio citato di Merighi e Cantaluppi, i vecchi ufficiali della Compagnia
di San Paolo rimasero per metà circa in carica anche nel nuovo contesto. I
beni della Compagnia caddero sotto l’amministrazione della
Commission ad-
ministrative des hospices civils de Turin
.
Le case del Soccorso e del Deposito
continuarono a funzionare; verso la fine del primo decennio del secolo risultò