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intervento di Alfieri su un palazzo che era stato attribuito in passato a Gian
Giacomo Plantery
88
.
Il 6 giugno la Compagnia diede incarico a tre suoi amministratori, il
marchese Francesco Andrea Romagnano di Virle, l’abate Giacinto Berta e il
conte Giovanni Francesco Berlia della Piè di cedere al marchese di Cavour
e al conte di Priocca «un corpo di casa, cortile, giardino e siti simultenenti
che inserve di abitazione alle figlie del Soccorso». L’importo fu definito ac-
cettando l’importo proposto di lire 23.460 (più l’ottavo stabilito dalle Regie
Costituzioni), la cifra di competenza del marchese di Cavour era di 15.060 e
quella del conte di Priocca di lire 11.331
89
.
Il 10 giugno nell’ufficio dell’avvoca-
to generale Gallo fu redatto l’atto finale che segnalava i vari documenti sopra
citati. La Compagnia
90
con la cifra ricevuta rimise alla signora Margherita
Geneva lire 10.053 e per essa al marito Matteo Cravario
91
che aveva effettua-
to due prestiti.
Il 12 luglio 1769 il decurione di seconda classe del Comune di Torino
Giuseppe Rignon acquistò
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da Andrea Balabino (Ballabene) una casa situa-
ta all’interno dell’isolato di San Giulio, che confinava a sud e ovest con il Soc-
corso; si trattava di un edificio con due muraglie, «siti, ragioni e pertinenze, fi-
latoio, piante, ordigni e mobili» secondo un estimo redatto il 17 gennaio 1769.
Il filatoio era composto da due piani confinanti con l’edificio del Soccorso;
nacquero con la Compagnia dei problemi di definizione dei confini. Quali pe-
riti furono nominati Paolo Francesco Rocca per il Rignon e Giovanni Battista
Feroggio
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per la Compagnia di San Paolo. Si addivenne a un accordo con il
pagamento da parte di Rignon di lire 489 e la chiusura di alcune aperture
esistenti sui muri di confine.
L’edificio del Soccorso era gravato da alcune servitù nei riguardi del-
la proprietà di Giuseppe Finas (Finasso) fu Paolo Battista, sergente degli
88
Nell’atto di vendita redatto il 6 giugno si legge a proposito della «casa» Cavour: «in
parte principiata a riedificarsi» il che fa pensare a un intervento radicale di ricostruzione.
89
ASSP, I,
CSP
,
Bilanci
, 44, 1756,
conto del Soccorso, cap. 7.
90
Vi fu un complesso accordo per la liberazione dei locali che la Compagnia non poteva
abbandonare prima di settembre perché abitati dalle “figlie”, il marchese di Cavour avrebbe
pagato la cifra di sua competenza sei mesi dopo l’abbandono dei locali.
91
Il prestito era formato da due polizze una datata 7 novembre 1754 di 8000 lire e l'altra
di 2000 datata 18 agosto 1755, che furono stracciate dal Cravario dopo l’incasso del dovuto.
Si aggiungono lire 3 saldo interessi, le rimanenti 1278 lire furono rimesse al tesoriere della
Compagnia per l’estinzione dei debiti.
92
AST, s.r.,
Insinuazione di Torino
, 1770,
l. 7, c. 15, 28 giugno.
93
Per Rocca cfr. Brayda - Coli - Sesia, 1963, p. 61; per Feroggio cfr. Brayda - Coli - Sesia,
1963,
p. 35, e Binaghi Picciotto, 1996, pp. 372-377.