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La vicenda è documentata in maniera molto dettagliata in AST, s.r.,
Insinuazione di
Torino
, 1756,
l. 6, cc. 745-762. L’atto fu rogato il 10 giugno 1756 nell’ufficio dell’Avvocato
generale presso il Senato di Piemonte Giambattista Gallo; a questo atto sono allegati tutti i
documenti che precedono la vicenda.
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Manno, 1895-1906, vol. II, p. 244. Michel Antonio Benso (Torino 1707 - 6 marzo 1773)
della linea di Isolabella, poi di Cavour, alfiere delle guardie e gentiluomo di bocca. Ferito
alla battaglia di Guastalla vi rimase storpiato, mentre suo fratello Carlo Giuseppe morì nella
stessa battaglia.
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Raccolta per ordine di materie delle leggi
, 1831,
t. VII, vol. IX, p. 363, «Disposizioni delle
Regie Costituzioni del 1723», libro V al titolo XXI «Del privilegio per l’ampliamento delle
fabbriche e pel passaggio delle acque», art. 1 «Se alcuno deliberasse di voler far qualche
edifizio che possa ridondar in ornamento e decoro pubblico di qualche città, potrà costringer
il vicino che abbia la sua casa di minor valore, o altro sito, a venderlo per quel giusto prezzo,
che per mezzo del giuramento sarà dichiarato dai publici estimatori, con un ottavo di più».
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Manno, 1895-1906, vol. VIII, p. 21. Giuseppe Maria Damiano Del Carretto, conte di
Priocca e Castellinaldo e marchese di Saliceto (Torino 16 novembre 1709 - Torino 7 giugno
1780),
dottore in leggi,cavaliere dell’Ordine supremo della SS.Annunziata (3 aprile 1773),te-
nente generale (1774). Fu padre di Clemente Damiano, ministro degli esteri dal 1796 al 1799.
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Brayda - Coli - Sesia, 1963, p. 14. Bays (Candelo - Torino 1776), diresse i lavori per la
chiesa della Natività di Maria Vergine a Venaria (1762), fu progettista di opere per il Na-
viglio di Caluso (1772), riprese il progetto juvarriano per la chiesa di S. Antonio di Chieri
portandolo a termine. Per quest’ultima e per altri lavori cfr. Gritella, 1992, vol. II, pp. 166-
168;
Santillo, 1998,
ad ind
.;
Actis Caporale - Amoretti - Bertelli, 2005, pp. 18, 19, 34, 55 e
schede dei disegni del Canale di Caluso, pp. 174-208.
edificio
76
.
Il marchese Michele Antonio Benso di Cavour
77
,
proprietario del
palazzo confinante a ovest con il Soccorso, voleva acquistare l’edificio per
unirlo a quello di sua proprietà situato all’angolo di via Conciatori (oggi via
Lagrange) e contrada dell’Arcivescovado.
Per questo motivo aveva preso contatto con alcuni degli amministratori
della Compagnia onde pervenire alla definizione del contratto. Successiva-
mente il marchese promosse una azione legale dinanzi al Senato di Piemon-
te, come risulta da atti del 28 novembre 1755 proseguiti con ordinanza 30
dicembre con cui il Benso voleva obbligare la Compagnia a vendere il vec-
chio edificio valutato con una stima corretta aumentata dell’ottavo
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secondo
quanto prescritto dalle Regie Costituzioni. Il conte Damiano di Priocca
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che
possedeva il palazzo situato a est della Casa del soccorso aveva proposto di
acquistare quest’ultima per lire 26.000. La Compagnia riteneva di non dover
effettuare la vendita per trattativa privata ma di far affiggere i «tiletti invi-
tativi e farne li privati incanti», ossia bandire un’asta, nella speranza che la
presenza di due concorrenti le consentisse di ricavare una cifra più alta. Il re
Carlo Emanuele III, temendo che sorgessero delle controversie fra il Cavour
e il Priocca, diede incarico all’avvocato generale presso il Senato di Piemon-
te Giambattista Gallo di chiudere ogni controversia tramite una trattativa
amichevole. Il 9 e 10 gennaio 1756 l’architetto Giuseppe Giacinto Bays
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