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dopo che nel 1715 il re Vittorio Amedeo II aveva deliberato
46
l’inizio dei la-
vori. Il re emanò un regio biglietto indirizzato al Consiglio delle fabbriche e
fortificazioni in cui si legge che «essendo entrati in sentimento di far terminar
le fortificazioni dalla parte di Porta Susina di questa nostra città ove d’ordine
nostro si è formato il novo ingrandimento» aveva ordinato all’intendente ge-
nerale dell’Artiglieria Vittorio Amedeo Recaldini
47
di
procurar partiti sia per l’alzata e componimento di dette fortificazioni che per la
vendita de sitti delli detto ingrandimento,et essendo dal medemo stati acertati tro-
varsi diversi oblatori per la compra de predetti sitti, anzi esservi riusito in esequi-
mento delli ordini nostri di deliberar la construtione delle predette fortificationi.
Seguiva l’elenco dei prezzi spuntati per le opere da costruire e l’indica-
zione che il Recaldini aveva fatto procedere all’estimo dei lotti da vendere,
eseguito dai misuratori Tomaso Sevalle
48
e Giovan Giulio Bertola
49
con l’in-
tervento del primo ingegnere e avvocatoAntonio Bertola. Queste valutazioni
erano giudicate sufficienti per consentire al Recaldini di regolarsi nella vendi-
ta dei lotti secondo la qualità degli stessi compatibilmente con il regio servi-
zio. Fu autorizzata la demolizione della vecchia cinta muraria che ancora se-
parava la città dal nuovo ingrandimento e l’occupazione delle aree prossime
alla stessa «al maggior nostro avantaggio». Il re approvava da subito i con-
tratti che l’intendente avrebbe stipulato sulla base degli estimi effettuati dai
misuratori e ordinava di far pagare immediatamente agli acquirenti la somma
concordata, anche perché il terreno fu considerato di tipo agricolo (e quindi
con un valore inferiore rispetto a quello edificabile).
l’impianto dell’ampliamento a est sulla via di Po e la piazza Carlina e alla fine del secolo
XVII l’ingrandimento occidentale, fuori porta Susina, che era situata all’incrocio delle at-
tuali vie Garibaldi e della Consolata. Tutti gli ampliamenti furono condizionati dalla pre-
senza della grandiosa macchina bellica della Cittadella; l’ultimo ampliamento fu iniziato dal
primo ingegnere Onorato Guibert e proseguito da Michelangelo Garove; nel 1702 l’area era
delimitata da mura di difesa. La Guerra di Successione Spagnola bloccò l’operazione urba-
nistica che fu ripresa al termine del conflitto (Roggero Bardelli, 1989, pp. 77-80, e Comoli
Mandracci, 2002, pp. 431-467). La documentazione dell’acquisto si trova in ASSP, I,
CSP
,
Ordinati-Verbali
, 7,
seduta del 20 febbraio 1718, c. 8.
46
ASSP, I,
Dep.
, 249,
fasc. 2/1, vendita del 18 marzo 1718; alle cc. 8 sg. l’atto riporta il “teno-
re” del regio biglietto di Vittorio Amedeo II del 10 maggio 1715.
47
Il cognome si trova anche nelle varianti Ricaldini e Riccardini.
48
Signorelli, 2005, p. 76.
49
Cfr. cenni in Carboneri, 1967; Signorelli, 1995,
ad ind.
,
e Id., 2007, pp. 131-133.