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un contributo in denaro di cui la Compagnia si faceva garante
181
,
destinato a
soccorrere le donne torinesi che non disponevano di mezzi e che ne erano
meritevoli. Tale contributo, elargito annualmente, seppur per poche, era de-
stinato alle ospiti della Casa del soccorso così come a quelle del Deposito
182
.
Di questa pratica, in uso lungo il corso di tutto l’Ottocento, si perdono poi
le tracce, per lasciare spazio ad altre forme di riconoscimento nel Novecen-
to, quando alle alunne più meritevoli, per condotta e rendimento scolastico,
veniva assegnato in premio un posto a titolo gratuito all’interno dell’istituto.
Al carattere puramente assistenziale dell’intervento si sostituiva, quindi, una
valutazione di carattere meritocratico.
Le modalità di ingresso, insieme con gli impegni di natura economica,
furono oggetto privilegiato e talvolta esclusivo degli atti deliberativi nel corso
di gran parte dell’Ottocento; tali atti sembravano, dunque, costituire il nucleo
centrale attorno al quale si esplicava l’attività della Compagnia, che di fat-
to era chiamata ad esprimersi su ammissioni e pagamenti. Questa tendenza
appare confermata nel corso del Novecento: se una fanciulla proveniva da
una famiglia senza problemi di carattere economico l’accesso non presentava
particolari difficoltà; era sufficiente, infatti, pagare la tassa d’iscrizione e au-
tomaticamente si diveniva ospiti dell’Educatorio. La questione si faceva più
complicata nel momento in cui una famiglia richiedeva per la propria figlia
l’accesso in un posto gratuito o semigratuito. L’Educatorio prevedeva, infatti,
l’assegnazione di quelle che oggi chiameremmo “borse di studio”. Ne erano
previsti diversi tipi: posti gratuiti di speciale fondazione; posti gratuiti di libe-
ro conferimento; posti semigratuiti di libero conferimento.
I primi posti spettavano solo a quelle fanciulle che potevano documenta-
re la propria discendenza dai fondatori delle piazze. Tali fondatori erano per-
sone che nel proprio testamento avevano segnalato espressamente la volontà
che le sostanze lasciate fossero impiegate per garantire l’istruzione ai membri
della propria famiglia. I posti di libero conferimento non presentavano, invece,
181
ASSP, I,
CSP
,
Ordinati-Verbali
, 19,
seduta del 12 febbraio 1832.
182
Con disposizione del novembre 1815, «la Compagnia determinata di continuare l’an-
nua distribuzione delle vesti a povere figlie di questa città nel giorno della festa della Con-
cezione della Beatissima Vergine Maria, ha preso in considerazione che le calamità correnti
esiggono che il numero delle medesime sia nuovamente passato a novanta come si praticava
nell’antico più felice tempo, ma che la scarsezza delle limosine a ciò destinate richiede che
la Compagnia vi supplisca con altri fondi di cui dispone nella circostanza che non ha potuto
fare il bilancio de’ redditi del restante suo patrimonio, del quale ha recentemente riassunta
la direzione […] ha deliberato di distribuire in quest’anno n° novanta vesti, comprese le
tre solite darsi una caduna d’altrettante figlie dell’opera del Soccorso secondo le Regole»
(
ASSP, I,
CSP
,
Ordinati-Verbali
, 16,
seduta del 12 novembre 1815).