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fanciulle che possedevano una preparazione di base e che, quindi, richiede-
vano di accedere ad un secondo livello di formazione, più specifico e mirato.
Leggere e far di conto non erano più gli obiettivi primari della formazione
impartita nell’Educatorio, ma l’interesse prioritario si volgeva «a preparare
praticamente le alunne a tutte le esigenze della vita famigliare»
151
.
L’insegna-
mento dei «lavori donneschi» diventava lo strumento privilegiato per «dare
alla società civile giovanette atte al governo di una famiglia, o capaci di prov-
vedere a se stesse col proprio lavoro»
152
.
Non a caso, nel regolamento del
1853,
all’ingresso nell’istituto, in quel tempo fissato a sette anni, si richiedeva
che le alunne sapessero «già leggere correttamente» e che conoscessero «i
primi principi dello scrivere», requisito che determinava un’indubbia selezio-
ne. Escludendo di fatto tutte quelle fanciulle che non avevano potuto godere
di una formazione iniziale, ad esempio per mezzo di un precettore privato,
l’attenzione del San Paolo si poteva rivolgere ad una classe sociale dai con-
torni ben definiti, la cui formazione mirava ad «instillare ad un tempo quei
principii, indurre quelle abitudini, quelle pratiche casalinghe che possono
concorrere a formare una buona madre di famiglia»
153
.
151
ASSP, II,
EDI
, 4514,
Regolamento 1904, art. 54.
152
Ibid.
,
art. 52.
153
Ibid.
,
art. 31.
Grafico 2 -
Periodo 1881-1942. Età d’ingresso.
L’analisi si riferisce a 2118 record su 2178.
150
100
50
0
200
250
300
350
400
450
età all'ingresso
numero alunne
500
1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21