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Levra, 1988, pp. 242 sgg.
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Ibidem
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funzionari dello Stato, intendenti, tecnici, professori universitari, magistrati,
avvocati, medici, architetti, ingegneri, ufficiali, ecc. entrarono a far parte at-
tivamente della vita pubblica, mostrando una volontà di ammodernamento
unita ad un bisogno di conservazione.
Insomma, ai nuovi gruppi dirigenti cominciava ad apparire meno effica-
ce l’antica tecnica del bastone e della carota, con la Chiesa a predicare rasse-
gnazione e premi nell’aldilà; essi intendevano portare avanti, peraltro senza
rinunciare ai mezzi del passato, anche una propria azione, laica e borghese, di
‘
incivilimento’ – come allora si diceva – delle masse popolari, con la definizione
di un diverso progetto di controllo sociale, con la persuasione, con la formazione
delle personalità estranee ai propri valori, con la scuola, con una nuova attenzione
a segmenti del popolino (per esempio l’infanzia) fino ad ora trascurati
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.
La richiesta di un intervento governativo più forte, che regolasse il mon-
do dell’assistenza, apparve, quindi, come un’evidente necessità, che la nuova
classe dirigente auspicava e sosteneva. Le trasformazioni legislative sono da
leggersi, pertanto, anche come risposta alle esigenze di una modificata struttu-
ra sociale e non solo nei termini di un’ingerenza da parte del potere centrale.
Negli anni Trenta-Cinquanta presero dunque le mosse un più mirato progetto di
controllo sociale e una più moderna organizzazione assistenziale nei confronti
delle classi povere, con la predisposizione – accanto alle misure repressive – di
una griglia di interventi a maglie fitte, di tipo preventivo, per il contenimento del
fenomeno pauperistico
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Non stupisce a questo punto il taglio più formativo che il San Paolo
scelse di dare alle sue Opere. La maggioranza dei congregati, appartenenti a
pieno titolo alle classi medio-alte individuate in precedenza, si allinearono a
quanti criticavano gli istituti di assistenza di Antico Regime. Presero, pertan-
to, le distanze da essi, optando per un servizio alla persona che fosse orientato
sui binari dell’istruzione piuttosto che su quelli del semplice ricovero. In par-
ticolare, lo Stato laico e i suoi rappresentanti non condividevano la tendenza
a ritirare per tutta la vita fanciulle che avrebbero potuto costituire una poten-
ziale risorsa per l’intera società. «Si apparti chi vuole dal mondo con mezzi
propri o di privati benefattori (se tali si possono chiamare) – commentava
Evandro Caravaggio, responsabile del settore delle Opere pie al Ministero