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La verità è tuttavia che l’intento, almeno iniziale (bensì molto pertinace), non ri-
specchia il desiderio di migliorare la sorte – incolpevole o pur colpevole – dell’in-
digenza, bensì la paura che, priva d’ogni conforto e recata all’esasperazione, l’in-
digenza finisca con il ribellarsi all’ordine costituito
19
.
Ci troviamo insomma di fronte ad un’immagine del povero come poten-
ziale pericolo per la comunità, come soggetto destabilizzante per il sistema.
«
All’origine è, insomma, un provvedimento di polizia, disciplinare, repres-
sivo»
20
.
Unica soluzione è la creazione di «ricoveri», dove «gli accattoni di
ambedue i sessi», prelevati dalle strade e nascosti agli occhi dei cittadini, fos-
sero «raccolti per essere di ogni cosa provveduti e formati al lavoro»
21
.
Ecco
lo strumento principe del risanamento: il lavoro. Attorno al recupero della
persona come agente produttivo si struttura l’intervento di «controllo carita-
tevole» avviato nel periodo postnapoleonico dalla Direzione regia.
Altro ambito di intervento fu, come abbiamo detto in precedenza, il
controllo di natura «fiscale», che consisteva nell’
introdurre nel maneggio delle sostanze e nella riscossione delle rendite di
detti istituti un sistema economico simile a quello attualmente in vigore nell’eser-
cizio delle nostre Finanze e di richiamare a regole uniformi le congregazioni, li
consigli di carità, non che gli uffizi di beneficenza
22
.
Si trattava in sostanza di presentare alla Direzione regia un quadro
completo delle attività e delle disponibilità di ogni istituto, realizzando un in-
ventario diviso in due parti, in cui nella prima venivano «descritti tutti i titoli,
documenti, ecc., che si riferiscono alle proprietà, di cui sono presentemente
in possesso gli Istituti», mentre nell’altra parte erano raccolte tutte le carte
riguardanti «le antiche possessioni da esse alienate o perdute; gli oneri, di cui
si sono liberati; la loro contabilità passata ecc.; insomma tutti quei documen-
ti che si riferiscono pressoché esclusivamente alla loro storia»
23
.
Una volta,
però, verificati i conteggi delle singole opere, lo Stato non voleva assumersi
altre responsabilità. La gestione della classe povera fu sempre appannaggio
19
Cherubini, 1977, p. 13.
20
Ibidem
.
21
Cfr. nota 18.
22
AST, s.p.,
Editti Regi
,
Periodo Francese
,
vol. 37, 24 dicembre 1836 (pubbl. 21 gennaio
1837),
p. 9.
23
AST, s.p.,
Editti Regi
,
Periodo Francese
,
vol. 37, 24 dicembre 1836 (pubbl. 4 aprile 1837),
p. 245.