148
secolo. Era una piccolissima parte sia dei ricavi che degli utili annui. D’altron-
de, basta considerare che a inizio secolo 300 lire non erano sufficienti nemme-
no per pagare due doti Moja all’anno, il cui valore era di 174 lire, e che a metà
secolo 150 lire erano l’equivalente della retribuzione annua della Madre.
Grafico 7 -
rapporti tra ricavi, utili e guadagni derivanti dal lavoro delle figlie
18000
16000
14000
12000
10000
8000
6000
4000
2000
0
valori espressi in lire
1701
1703
1702
1738 1739 1740
guadagno delle figlie
utili annui
ricavi annui
È evidente che l’attività lavorativa non fu mai perseguita con scopi di
lucro quanto piuttosto educativi. Come per le faccende domestiche, l’obiet-
tivo primario era far sì che le ragazze apprendessero quei lavori femminili
necessari per il buon governo di una famiglia, e riuscire a infondere in esse un
modello di comportamento volto all’operosità e alla fuga dall’ozio.Va inoltre
tenuto presente che il lavoro poteva diventare una necessità per trascorrere il
tempo, e che tenere le internate impegnate in un’attività lavorativa significava
poterle governare con maggiore facilità.
Pare significativo che lo stesso regolamento delle Convertite, pur indi-
cando come compito specifico della Madre l’attenzione affinché tutte le rico-
verate adempissero ai loro doveri, sottolineano quelli devozionali e parlano
di “progressi nella virtù”, ma non riservano il minimo accenno alle attività
lavorative.