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lo scopo principale rimaneva l’educazione morale e intellettuale della ragazza «di
civile condizione», futura sposa e madre.
Il saggio di Bruno Signorelli identifica nell’antico tessuto urbano torine-
se le sedi del Soccorso e del Deposito, via via più ampie per la presenza di un
maggior numero di ospiti e ricostruisce la storia edilizia di vari edifici, molti dei
quali successivamente demoliti o riplasmati. Ampio spazio è riservato al palazzo
di piazza Bernini, edificato dalle Opere Pie di San Paolo con un notevole investi-
mento economico secondo i più aggiornati criteri per l’edilizia scolastica alla fine
del XIX secolo. La particolare attenzione e oculatezza prestata all’acquisto e alla
vendita di lotti edilizi ed immobili portava anche ad avvalersi, per quanto possibi-
le, dell’opera di confratelli (come Carlo Giacinto Roero di Guarene o Benedetto
Brunati), di direttori (come Alessandro Antonelli) o di tecnici al servizio del San
Paolo (come Giuseppe e Attilio Davicini).
Dall’antico Educatorio è sorta in anni recenti la Fondazione per la scuola.
La testimonianza del suo primo presidente Lorenzo Caselli ne indica linee pro-
grammatiche, funzioni e finalità, proponendone un primo, meditato bilancio, con
uno sguardo attento sul presente e sulle nuove aspettative del e verso il sistema
educativo dell’Italia di inizio XXI secolo.
Il secondo volume raccoglie in forma di album un variegato apparato icono-
grafico con ritratti, documenti e mappe, fotografie, curato da Ilaria Bibollet, Erika
Salassa e Anna Cantaluppi. Quest’ultima si sofferma sulle campagne fotografiche
realizzate tra la fine dell’Ottocento e gli anni trenta del Novecento nel nuovo
Educatorio, anche in occasione delle grandi Esposizioni. Tra i soggetti figurano
le allieve e le insegnanti, le aule scolastiche e gli ambienti interni del convitto, le
facciate e i giardini del palazzo. Un linguaggio, quello delle immagini, di utile sup-
porto quale indicatore di fasi e contesti diversi della storia dell’ente.
L’insieme dell’opera si propone pertanto di offrire svariati indicatori che
aiutano a ripercorrere la storia delle
Figlie della Compagnia
.
Si tratta di una sto-
ria articolata, ricca di richiami e intrecci multiformi e variegati, dalla quale na-
scono nuove domande e un quadro particolarmente mosso e talora anche più
complesso di quello finora storiograficamente consolidato. Uno strumento che
il gruppo di ricerca auspica si possa rivelare utile e significativo per rileggere
vicende e contesti di storia sociale, o almeno di alcuni suoi settori, quali l’assi-
stenza, l’educazione, il ruolo della donna che, ricostruiti attraverso uno sguardo
di lungo periodo, si spingono fino alla contemporaneità e contribuiscono ad ap-
profondire la conoscenza di quelle forme di associazionismo benevolo che Toc-
queville indicava come una componente fondamentale della «società civile».
I curatori