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Mentre la dote Vertua mantenne lo stesso valore per tutto il secolo, e
restò l’unico fondo dotale del Deposito, al Soccorso la fondazione di piazze
private rese la situazione delle doti piuttosto variegata. Alcuni benefattori,
infatti, disposero esplicitamente che i proventi derivanti dal capitale donato
servissero oltre che per il mantenimento di una o più piazze anche per la dote,
a cui avrebbe avuto diritto colei che occupava la piazza. I benefattori giunsero
persino a disporre che ogni volta che la piazza si rendeva vacante, la si lascias-
se tale per un anno, affinché i proventi che avrebbero dovuto essere usati per
il mantenimento fossero accumulati per creare la dote che sarebbe spettata
alla futura internata. Abbiamo così figlie che sin dal momento dell’ingresso
acquistavano un diritto alla dote legato alla piazza che occupavano, a fianco di
giovani prive di tale diritto perché non esplicitamente previsto dal fondatore
della piazza da loro occupata e di giovani che occupando una piazza dell’ope-
ra speravano nella dote, senza averne garanzia.
L’incremento più significativo nel numero delle doti fu stabilito dal la-
scito Crosa (1753) che, prevedendo una dote per ogni piazza, determinò l’in-
troduzione di 15 doti di lire 300 ciascuna.All’incremento numerico corrispose
dunque anche un aumento dei valori. Nello stesso periodo, anche le doti con-
cesse dall’opera, compresa quella Moja, furono portate su tali cifre. Inoltre,
222
ASSP, I,
CSP
,
Repertori dei lasciti
, 163,
s.v.
«
Soccorso».
Grafico 5 -
doti torinesi - 1785
30%
20%
10%
0%
40%
50%
60%
70%
80%
90%
100%
2%
51%
10% 10%
8%
13%
2%
2% 2%
fino a
99
lire
tra 100
e 199 lire
tra 200
e 299 lire
tra 300
e 599 lire
tra 600
e 999 lire
tra 1000
e 1499 lire
tra 1500
e 1999 lire
tra 2000
e 2499 lire
oltre
2500
lire