121
194
Si vedano in merito Maritano, 2000 e Groppi, 1994.
195
ASSP, I,
Socc.
,
Ordinati
, 251,
ordinati del 21 settembre 1681 e del 17 novembre 1686.
196
Tesauro, 1658, Regole per la Casa del soccorso, p. 57.
In entrambe le istituzioni il matrimonio è nettamente prevalente su
ogni altra alternativa e interessa la metà delle internate. La preparazione al
futuro di moglie e madre era infatti lo scopo principale perseguito dalle isti-
tuzioni oggetto del nostro studio e condiviso con le altre istituzioni femminili
dell’epoca rivolte all’accoglienza di giovani donne, sia nella città di Torino che
altrove.Analoga ad esempio è la situazione che si presenta al Monastero del-
le povere orfanelle della Santissima Annunziata di Torino e nei conservatori
romani
194
.
Torneremo al matrimonio e alle permanenze a vita nei successivi
paragrafi, dedichiamoci ora agli altri esiti possibili.
Le uscite senza dote all’interno del Soccorso crescono di peso negli ul-
timi decenni del Settecento e nei primi dell’Ottocento. I casi che risalgono
all’ultimo ventennio del Seicento riguardano soltanto situazioni molto par-
ticolari. Due di queste furono determinate dal fatto di aver presentato carte
false per essere ammesse – in un caso la fede di battesimo e nell’altro il cer-
tificato di morte del padre – mentre l’altra uscita avvenne perché la giovane
fu collocata a servizio
195
.
Questa era l’unica alternativa al matrimonio previ-
sta dalle regole: «essendo ricercate qualcheduna delle figliuole del Soccorso
ad andar a servir per Donzella in qualche casa onorata» era compito spe-
cifico della Madre animarla «d’andarvi per sgravar la Casa»
196
.
Non doveva
però trattarsi di un esito frequente perché la documentazione ci informa di
quell’unico caso.
0%
20%
60%
10%
30% 40% 50%
uscita
senza dote
6%
permanenza
a vita
28%
monacazione
17%
matrimonio
49%
Grafico 2 -
deposito. percorsi di vita