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Segnata evidentemente dall’influenza degli studi di Foucault, che hanno
enfatizzato gli aspetti reclusori e segregazionisti delle istituzioni assistenziali
di età barocca
12
,
anche questa interpretazione si adatta solo in parte, come ve-
dremo, al caso torinese. Essa è stata comunque ridimensionata nei contributi
più recenti, che insistono sul carattere paternalistico e protettivo di molte di
queste istituzioni, il cui intervento sarebbe ampiamente rivolto a difendere la
reputazione di famiglie forse impoverite ma comunque rispettabili e non mi-
serabili, alleviando le difficoltà che esse incontrerebbero nell’assolvere al ruo-
lo di mantenere, educare e sposare le figlie ad un livello consono al proprio. In
alcuni studi recenti, in effetti, la preoccupazione di conservare l’ordine sociale
e l’onore del gruppo famigliare più che quella di preservare semplicemente
l’onore sessuale femminile è stata vista come motivazione centrale dell’ope-
rare di queste istituzioni
13
.
Tale approccio porta evidentemente a smorzare
l’insistenza sulla natura coatta del ricovero.A questa revisione ha contribuito
notevolmente anche il parallelo sviluppo della storiografia sulla vita in mo-
nastero che ha mostrato come persino l’entrata definitiva in convento fosse
spesso una opzione accettata di buon grado e persino ricercata
14
.
Fondamen-
tale è stata inoltre l’accresciuta attenzione che gli studiosi hanno dedicato alle
caratteristiche della vita domestica e famigliare delle donne in età moderna
15
.
Se viste nel quadro di una analisi più complessiva della condizione femminile
in questo periodo, che tenga conto ad esempio di quanto ritirata fosse, almeno
idealmente, la vita delle spose, spesso ampiamente circoscritta, soprattutto
nel caso delle donne dei ceti più prosperi, all’ambiente domestico, al vicinato
e alla parentela, le istituzioni femminili non appaiono più come spazi partico-
larmente segregati
16
.
Il lavoro di Marcella Maritano si inquadra senz’altro in quest’ultimo
filone di studi ma presenta anche novità metodologiche, rispetto ad altri la-
vori sulle istituzioni femminili, che le consentono di smarcarsi in parte dalle
ipotesi prevalenti. Maritano sviluppa da un lato un’analisi di casi concreti,
biografica, che prende in considerazione la provenienza sociale delle residen-
ti, l’età di entrata e uscita, la durata del soggiorno, la professione dello sposo.
D’altro lato, mentre gli studi su patroni e benefattori e quelli sulla gestione e i
12
Foucault, 1963.
13
Cavallo, 1980; Ferrante, 2000.
14
La letteratura sulla vita conventuale è ormai sterminata; tra i contributi più innovativi si
vedano Laven, 2002;Weaver, 2001 e il già citato Evangelisti, 2007.
15
Per un esempio autorevole Klapisch-Zuber, 1988.
16
Sui limiti del movimento delle donne nello spazio urbano si vedano in particolare
Romano, 1989; Davis, 1998; Tomas, 2006.