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iconografico: l’orario generale, che scandisce le occupazioni delle ragazze dal-
la «levata» al riposo per ogni giorno della settimana, il programma di studi del
corso complementare, emblematico della formazione impartita dall’Educato-
rio, il corredo delle allieve, un bando di concorso per insegnanti.
A fare da contraltare alle informazioni ricavate dai documenti prodot-
ti dall’istituzione sono questa volta le testimonianze delle stesse ospiti, gra-
zie a un incontro tra ex allieve e insegnanti dell’Educatorio organizzato nel
1982.
In quell’occasione infatti un gruppo di ex allieve raccolse in un fascicolo
stampato internamente dall’Istituto bancario San Paolo di Torino episodi del-
la vita di collegio, ritratti di compagne e di insegnanti, ricavati soprattutto dai
diari tenuti in gioventù; lettere; pagine dell’album dei ricordi.
Ritorniamo ora al saggio di Signorelli e alle fonti utilizzate per il perio-
do contemporaneo. Il primo capitolo si conclude, basandosi sugli ordinati e
sui repertori della Compagnia e sulle fonti esterne già citate per il periodo
moderno, con la restituzione alla Compagnia dei beni perduti durante il pe-
riodo rivoluzionario e con l’acquisto di nuove proprietà. Prima di introdurre
il capitolo dedicato alla costruzione della nuova sede di piazza Bernini l’au-
tore passa in rassegna la descrizione delle istituzioni femminili paoline nella
guide di Torino, ricche di annotazioni non solo relative all’ubicazione, a parti-
re dall’opera del Craveri del 1753 fino alla
Guida Paravia
del 1890.
I processi verbali della Direzione e la relazione Giolitti costituiscono
le fonti principali per ricostruire il lungo dibattito che portò alla decisione di
costruire un edificio appositamente progettato per ospitare un istituto educa-
tivo. Già nel 1879 Carlo Ceppi era stato incaricato di presentare un progetto
di massima; ma solo nel 1889, dopo aver accumulato i fondi necessari, si tornò
ad affrontare la questione e fu approvato il progetto di Giuseppe Davicini,
documentato negli allegati ai verbali. Da questa serie provengono i disegni
riprodotti nel secondo volume e le due relazioni proposte al lettore in versio-
ne pressoché integrale. Nella prima, di grande interesse per la storia urbanisti-
ca, Davicini presenta i risultati della ricerca di un terreno edificabile in città,
mentre nella seconda illustra il progetto per il nuovo edificio.
Per illustrare le fasi costruttive del palazzo l’autore si è basato sul
Re-
pertorio delle deliberazioni 1889-1899
che, alla voce «Educatorio duchessa
Isabella. Nuovo edificio», riporta tutte le decisioni, rilevanti e minute, inerenti
la costruzione, gli impianti, i rivestimenti interni, gli arredi prese nel decennio
dalla GP, le più numerose, dalla Direzione, dalla CS e dalla CE. Per le vicen-
de novecentesche, fino al bombardamento subito durante la Seconda Guerra
Mondiale e alla successiva ricostruzione le fonti principali sono i verbali del
CdA, sia del II che del IV Inventario, e i bilanci.