1
La letteratura sui processi che portarono le donne a scuola e sulle iniziative in favore
dell’istruzione femminile in Italia tra Ottocento e Novecento è fortunatamente molto cre-
sciuta nell’ultimo ventennio sia in quantità sia in qualità. Segnaliamo qui tra gli altri:
Le don-
ne a scuola
, 1987;
L’educazione delle donne
, 1988;
E l’uomo educò la donna
, 1989;
Covato,
1991;
Educazione al femminile
, 1992;
Ulivieri, 1995;
L’altra metà della scuola
, 2008.
165
1.
Il silenzioso, ma inarrestabile ingresso delle donne nelle scuole piemontesi
d’inizio Ottocento
Le opere della Compagnia di San Paolo, grazie alla loro storia plurise-
colare, rappresentano un caso di estremo interesse per gli storici, in quanto
permettono di sperimentarsi in una storia dell’educazione che, mutuando la
felice definizione di Fernand Braudel, potremmo definire «di lunga durata».
L’opportunità appare tanto più ghiotta se si pensa che si ha a che fare con isti-
tuzioni rivolte a un pubblico femminile, tradizionalmente marginale nel mon-
do della scuola e dell’istruzione. Per cogliere appieno il significato e il ruolo
che esse ebbero nel contesto sociale e produttivo della Torino dell’Ottocento
e del Novecento, quindi, è opportuno rinunciare a tracciare un quadro statico,
per concentrarsi, invece, sull’evoluzione degli ultimi due secoli della loro esi-
stenza. Si tratta, cioè, di insistere sugli indizi di continuità, così come su quelli
di cambiamento, al fine di provare a comprendere quali furono le strategie
che le Opere pie di San Paolo misero in atto per tenersi in equilibrio tra il loro
mandato istituzionale, le richieste della città e le mutevoli condizioni politiche
ed economiche del Paese. L’obiettivo è quello di comprendere meglio il ruolo
delle opere sanpaoline nel panorama scolastico torinese.
In questo senso, può essere utile partire definendo quelle che erano
le condizioni dell’istruzione e dell’educazione femminile nella Torino della
prima metà dell’Ottocento, quando l’Educatorio duchessa Isabella assunse
anche formalmente l’impianto che avrebbe conservato sino alla sua chiusura,
alla fine della Seconda Guerra Mondiale. Infatti, in quel periodo, un nuovo
importante attore, sino ad allora tenuto colpevolmente e consapevolmente in
disparte, fece la sua comparsa sullo scenario della scuola e dell’educazione:
la donna. Intendiamoci: non si trattò di un ingresso in scena trionfale, ma
piuttosto di una presenza che oggi si fa fatica ad avvertire
1
.
Tuttavia, l’accesso
ufficiale, seppur progressivo, del genere femminile nel mondo dell’istruzione
avrebbe rapidamente trasformato la scuola, costringendola a fare finalmente i
conti con i mutamenti sociali e produttivi dell’Italia del XIX e del XX secolo.
Nella Torino dei primi decenni dell’Ottocento lo storico incontra an-
cora qualche difficoltà a individuare tracce certe della presenza femminile