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Resta oscura la misura in cui questo scambio fra interno ed esterno fu un
aspetto esclusivamente settecentesco.
6.
Tra assistenza ed educazione
Fino alla seconda metà del XVIII secolo l’intervento educativo si confi-
gurò come parte di quello assistenziale e strumento dell’ideologia di genere.
L’obiettivo primario non era la trasmissione di particolari conoscenze e abili-
tà manuali o intellettive, quanto piuttosto la formazione, attraverso il vissuto
quotidiano, di una personalità che rispondesse al modello di comportamento
riconosciuto come idoneo per l’unico ruolo sociale possibile alla donna, quel-
lo di moglie e madre. Non erano quindi le singole attività in sé ad assolvere la
principale funzione educativa ma l’insieme delle regole di comportamento e
dei piccoli insegnamenti che erano infusi nelle attività quotidiane.
Dalla seconda metà del XVIII si avvertono i primi segnali di cam-
biamento. Diversi elementi inducono a vedere l’inizio di un affrancamento
dell’intento educativo da quello assistenziale e un lento spostamento del Soc-
corso e del Deposito verso gli scopi educativi. Si coglie un processo evolutivo
spontaneo, non programmato a priori, ma frutto della necessità di adeguarsi
ai tempi e alle esigenze delle utenti, che paiono quasi anticipare con i loro
comportamenti le trasformazioni istituzionali. Abbiamo già messo in eviden-
za il progressivo abbandono di ogni attività legata alla gestione domestica
e una riduzione della centralità del lavoro. È probabilmente legato anche a
questi due aspetti il maggiore spazio dedicato ad attività che precedentemen-
te avevano ricevuto un interesse marginale. Se attraverso la regola della lettu-
ra della vita di un santo o di qualche pia meditazione, che una delle internate
doveva eseguire durante i pasti, possiamo dedurre che all’interno delle opere
c’era la possibilità e lo stimolo all’apprendimento della lettura, non abbiamo
la minima informazione sull’esercizio e sull’insegnamento di una tale attività.
Il primo riferimento in merito risale al 1763, quando apprendiamo che venne
resa perpetua una piazza di nuove regole per Maria GiovannaAgataAvande-
ra, a cui fu affidato il compito di insegnare a leggere e a scrivere, unitamente
all’adempimento dei compiti dell’infermeria
292
.
L’incarico le fu dato dopo 6
292
ASSP, I,
CSP
,
Repertori dei lasciti
, 163;
Repertori degli ordinati
, 27,
s.v.
«
Soccorso», ordi-
nato del 30 gennaio 1763.