150
ma che i suoi requisiti non corrispondevano a quelli richiesti dalle regole.
Malgrado Lucia fosse stata ripresa più volte, i disordini continuarono e la
situazione si risolse solo quando Lucia fu cacciata via
272
.
Ma anche per gli amministratori non era facile imporre la loro auto-
rità sul personale interno. La loro immagine all’interno delle opere era così
debole da indurli a rinunciare alle visite settimanali al Soccorso, durante le
quali avrebbero dovuto informarsi sullo stato dell’opera e sulla condotta del-
le figlie e delle Madri. In quelle occasioni accadeva infatti che le direttrici si
ritirassero lasciando gli amministratori soli e mostrando di non riconoscerli
come superiori
273
.
Un tale atteggiamento era evidentemente la conseguenza
di un sentimento di estraneità e intrusione con cui il personale interno guar-
dava quello esterno che, seppure lontano dal poter comprendere l’esperienza
dell’internamento, pretendeva di intervenire, dettare regole e comminare pu-
nizioni. È probabile che ciò abbia alimentato sentimenti di ostilità e rivalità
da parte delle Madri nei confronti degli amministratori.
Le Madri d’altronde mostrarono in più occasioni la difficoltà di mante-
nersi nei limiti del potere che era loro conferito. In tutte e tre le istituzioni ad
esempio, sin dai primi regolamenti si precisava che non si sarebbero dovute
ricevere figlie senza il consenso degli amministratori, eppure la documenta-
zione del Soccorso, in particolare, presenta riferimenti all’eccessiva intrapren-
denza delle Madri, pronte ad ammettere figlie senza la dovuta licenza
274
.
La
volontà di fuoriuscire dai propri ambiti di azione e di aggirare la morsa delle
imposizioni doveva essere un atteggiamento piuttosto generalizzato, che ac-
comunava personale e internate.Anche le invigilatrici, agli inizi del Settecen-
to, crearono dei problemi di gestione per atteggiamenti di questo tipo. Nella
riunione del gennaio 1705 la congregazione parlò del loro atteggiamento nei
termini di «abuso» dettato dalla volontà di voler «vivere indipendenti», e per
ovviare a ciò si decise di cambiare ogni anno una o due di esse
275
.
Fra le semplici internate poi, se gli atti di ribellione e le aperte opposi-
zioni furono molto sporadici, la tendenza a piccole resistenze e all’introduzio-
ne, nella quotidianità, di variazioni apparentemente insignificanti e talvolta
impercettibili, ma che finivano per attuare una lenta erosione delle regole,
dovette essere costante. Fu in questo modo che si arrivò al disimpegno totale
delle figlie nelle attività domestiche, disposte dalle regole e sicuramente per
272
ASSP, I,
Dep.-Forz.
,
Ordinati
, 252,
ordinato del 1° agosto 1751.
273
ASSP, I,
CSP
,
Lasciti
, 91,
fasc. 81/9.
274
Ibidem.
275
ASSP, I,
CSP
,
Repertori dei lasciti
, 163,
s.v.
«
Soccorso», ordinato del 27 gennaio 1705.